Cos'è la miopia degenerativa
Con il termine miopia degenerativa — sinonimi: miopia patologica, miopia magna — intendiamo una forma severa di miopia con due caratteristiche distintive: un difetto refrattivo generalmente superiore alle sei diottrie e una lunghezza assiale del bulbo oltre i 26 mm (contro una media fisiologica di circa 23-24 mm). Ma la differenza più importante non è numerica: è strutturale. L'occhio del miope patologico è un occhio meccanicamente "stirato", con tessuti più sottili e più fragili di quanto la natura preveda.
Questo allungamento progressivo non è benigno: la sclera, la coroide e la retina si trovano stirate su una superficie più ampia di quella per cui sono state pensate. Il risultato è una serie di alterazioni a cascata che, nel corso degli anni, possono compromettere significativamente la visione. Per questo distinguere la "miopia elevata" semplice dalla "miopia patologica" — caratterizzata da queste alterazioni strutturali — è uno dei passaggi clinici più importanti nella gestione di questi pazienti.
Le alterazioni che troviamo all'esame del fondo
Quando esaminiamo il fondo oculare di un paziente con miopia degenerativa, possiamo trovare in vario grado di associazione le seguenti alterazioni:
Stafiloma posteriore
È un'estroflessione della parete posteriore del bulbo, conseguenza dell'allungamento assiale e dell'assottigliamento di sclera e coroide. Si vede chiaramente all'OCT come una "fossa" nel polo posteriore. È un marcatore tipico della miopia patologica e configura un rischio strutturale per la macula sovrastante.
Atrofia corioretinica
Aree di progressivo assottigliamento e atrofia degli strati profondi della retina e della coroide. All'esame del fondo appaiono come zone biancastre attraverso cui si intravedono i vasi della sclera. Sono aree dove la funzione retinica è in larga parte perduta e che tendono ad allargarsi negli anni.
Maculopatia miopica
È il termine ombrello per un ampio spettro di alterazioni della regione maculare: dalle forme iniziali con assottigliamento focale, fino alle complicanze più severe come neovascolarizzazione coroideale miopica, emorragie sottoretiniche, foro maculare miopico, schisi retinica miopica. Ogni forma ha implicazioni terapeutiche proprie.
Predisposizione a lacerazioni e distacco
L'occhio miope patologico ha una retina periferica più sottile e con maggiori aree di degenerazione. Da qui un rischio aumentato di lacerazioni retiniche periferiche e di distacco di retina, complicanza chirurgica che richiede trattamento tempestivo. È uno dei motivi per cui questi pazienti necessitano di esame periferico regolare.
I sintomi che portano alla diagnosi
I segni clinici dipendono molto da quali alterazioni siano presenti. I più frequenti sono:
- Acuità visiva che non si recupera completamente nemmeno con la correzione ottica ottimale;
- Visione distorta (metamorfopsie) — frequente quando sono presenti complicanze maculari;
- Mosche volanti, lampi di luce — possibili segni di trazione vitreoretinica, da non sottovalutare in un occhio miope patologico;
- Macchie scure nel campo visivo centrale in caso di lesioni maculari;
- Riduzione della sensibilità al contrasto e difficoltà visive in penombra.
Il monitoraggio: perché serve più frequentemente
Il paziente miope patologico richiede controlli oculistici più frequenti rispetto alla popolazione generale, anche in assenza di nuovi sintomi. Nella nostra pratica gli accertamenti tipici includono:
- Misurazione della lunghezza assiale: parametro biometrico fondamentale per quantificare e seguire nel tempo l'evoluzione strutturale dell'occhio.
- OCT del polo posteriore: imprescindibile per identificare assottigliamenti, schisi, fori, neovasi nelle fasi precoci.
- OCT-Angiografia: studia il letto vascolare retinico e coroideale; particolarmente utile per riconoscere neovascolarizzazione coroideale miopica.
- Campo visivo: documenta il danno funzionale corrispondente alle aree di atrofia.
- Esame della periferia retinica con lente di Goldmann: per identificare lacerazioni o aree di degenerazione predistacco.
- Fluorangiografia: nei casi sospetti di complicanze neovascolari quando l'OCT-A non è dirimente.
Il ruolo della iontoforesi retinica nella miopia patologica
Nella miopia degenerativa la iontoforesi viene impiegata come supporto trofico al tessuto corioretinico stirato e funzionalmente compromesso. L'obiettivo è fornire substrati metabolici e antiossidanti alle aree di sofferenza, in un quadro in cui l'apporto vascolare coroideale è ridotto dall'allungamento del bulbo e dall'assottigliamento dei tessuti.
Le situazioni in cui valutiamo la iontoforesi sono in particolare:
- Maculopatia miopica iniziale o intermedia, prima che si sviluppino complicanze neovascolari conclamate;
- Aree di atrofia corioretinica in progressione, dove il tessuto residuo merita un sostegno;
- Fasi di stabilizzazione dopo trattamento di neovascolarizzazione coroideale miopica con iniezioni intravitreali, come terapia di supporto tra le iniezioni stesse;
- Pazienti giovani con miopia patologica in evoluzione, in un'ottica di accompagnamento a lungo termine del percorso clinico.
💡 Cosa la iontoforesi non fa
È importante essere chiari su un punto: la iontoforesi retinica non riduce il difetto refrattivo, non accorcia il bulbo oculare, non fa scomparire lo stafiloma. Le caratteristiche anatomiche dell'occhio miope patologico restano quelle. La iontoforesi è uno strumento di sostegno trofico al tessuto retinico residuo, che si inserisce in una gestione complessiva del paziente fatta di correzione ottica adeguata, prevenzione delle complicanze, monitoraggio strutturale e — quando necessario — trattamenti specifici per le singole complicanze.
Cosa significa farsi seguire al Vision Center Napoli
Per chi ha una miopia patologica il punto chiave è non aspettare i sintomi: i controlli vanno programmati anche quando l'occhio "vede bene", perché alcune alterazioni evolvono in modo silente fino a diventare difficilmente trattabili. Nella nostra pratica costruiamo un piano di follow-up personalizzato sulla base dell'entità del difetto, della lunghezza assiale, delle alterazioni già presenti e dell'età del paziente. Quando il quadro lo indica, la iontoforesi entra come una delle componenti di questo piano. Per prenotare una valutazione presso il Vision Center Napoli è possibile contattare la segreteria.